giovedì 24 febbraio 2022

“Il patto di Natale” di Keira Andrews

TITOLO: Il patto di Natale (Titolo originale: “The Christmas Deal”)
AUTORE: Keira Andrews
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Chiara Casaburi
“Il patto di Natale” dell’autrice canadese Keira Andrews può essere collocato all’interno del filone dei romanzi ambientati durante il periodo delle feste natalizie, ovvero quei momenti in cui le persone sono pervase da sentimenti positivi e buona volontà. Eppure, nonostante siano presenti i necessari riferimenti a tale periodo, mi risulta difficile classificare questo libro come semplice “novella natalizia”.
È la storia di due uomini, Seth Marston e Logan Derwood, alle prese con le loro solitudini e frustrazioni, con il bisogno di superare i propri ostacoli, soprattutto mentali, e di ritrovare se stessi. Un incontro fortuito dà origine a un patto che prevede il trasferimento di Logan a casa di Seth per il periodo delle feste e un finto fidanzamento fra i due, facendo emergere, in realtà, il profondo desiderio di formare una famiglia con qualcuno di speciale che sia sempre al proprio fianco.
Logan è uno dei personaggi più complicati che io abbia mai incontrato. Sicuramente una buona parte della sua complessità è da ricondurre agli eventi che hanno caratterizzato la sua vita. Anni di missioni in Iraq come Marine, un incidente che gli ha lasciato numerose cicatrici, non solo fisiche, un matrimonio con una donna che si era presa cura di lui durante la degenza in ospedale, celebrato troppo in fretta e terminato con la morte di lei, un figlio acquisito, Connor, arrabbiato e irrequieto, la difficoltà di trovare un lavoro e una imminente minaccia di sfratto. Questi eventi avversi hanno sicuramente inciso profondamente sul carattere di Logan rendendolo a volte imperscrutabile. Ma l’autrice è riuscita a delineare con grande efficacia non solo il suo carattere, ma anche il percorso che ha dovuto affrontare lasciandosi andare e mettendo pian piano in gioco le sue convinzioni. Logan vuole mostrarsi forte e orgoglioso, cerca di cavarsela da solo rifiutando la carità di chiunque, ma dentro di sé cela una grande fragilità, uno strisciante senso di colpa verso la moglie appena morta, una sensazione di inadeguatezza e di vergogna per il fatto di non trovare lavoro e non poter provvedere a Connor come vorrebbe.
La Andrews ci mostra le spiazzanti convinzioni di Logan legate alla sua sessualità, il suo considerarsi etero a tutti i costi, nonostante abbia avuto diversi rapporti sessuali con altri uomini, perché non potrebbe mai avere una relazione con qualcuno che non sia una donna. E nel mostrarci la paura di Logan di oltrepassare determinati confini, l’autrice si scaglia contro i pregiudizi verso la bisessualità e contro la mascolinità tossica che spesso impedisce alle persone di vivere pienamente i propri sentimenti. Indubbiamente, ho amato molto il modo con cui l’incontro con Seth costituisca un punto di svolta per Logan tale da mostrargli una diversa visione delle relazioni sentimentali.
Per ciò che riguarda Seth, ho avvertito fin da subito una particolare empatia nei suoi confronti. In particolare, ho compreso il suo voler essere ordinato e preciso a tutti i costi, come se dovesse da un momento all’altro aspettarsi il severo giudizio di qualcuno, per poi scoprire da quale famiglia provenisse e il modo con cui era stato trattato. L’autrice è riuscita a far percepire in ogni minima sfumatura i suoi problemi nel lasciarsi andare, frutto della rigida educazione ricevuta, i suoi sensi di colpa verso il sesso e i rapporti occasionali, ma nello stesso tempo ci ha permesso di ammirarne la profonda generosità e il suo volersi legare a una sola persona da amare.
Con questo romanzo Keira Andrews conferma, dunque, di essere un’autrice capace di andare oltre gli stereotipi risultando sempre autentica e vera. Con una scrittura avvolgente e ricca di introspezione e poetica malinconia, ha dato vita a due protagonisti con un bagaglio emotivo non indifferente, riuscendo a gestire con maestria le loro interazioni attraverso momenti intimi e intensi, accompagnati non solo da un erotismo sensuale, passionale e a volte anche giocoso, ma anche da un commovente e confortante confronto. Ho amato il modo con cui Seth si è approcciato a Logan cercando di sostenerlo e aiutarlo senza farlo sentire di peso, non solo accogliendolo in casa insieme a Connor, ma dandogli utili consigli su come gestire un adolescente triste e irrequieto. Nello stesso modo mi ha intenerito l’atteggiamento protettivo di Logan verso Seth, quando cerca di iniziarlo al sesso occasionale al solo fine di farlo stare bene o nel momento in cui si rende conto di odiare chiunque faccia soffrire l’uomo cui si sta affezionando sempre di più. Seth e Logan devono far finta di avere una relazione per spingere Angela, l’amministratrice delegata della società presso cui Seth lavora da anni a concedergli una promozione. Ma il legame fatto di attrazione, affetto, sostegno, rende quella finzione sempre più vera e autentica, molto più di quanto i due uomini riescano ad ammettere l’uno con l’altro.
I due uomini sono accompagnati da un ben nutrito gruppo di personaggi secondari, molto ben delineati, tra cui Jenna, sorella di Logan e amica e collega di Seth, dalle cui azioni molto istintive ha origine tutta la vicenda, e Connor, figlio acquisito di Logan, studente geniale, insofferente nei confronti del patrigno per tutta una serie di motivi che l’autrice ci farà comprendere al momento opportuno.
“Il patto di Natale” è, quindi, molto più di un romanzo natalizio, è una storia di crescita interiore e di conforto che vede due protagonisti indimenticabili percorrere una difficile strada per superare i propri ostacoli e riuscire a lasciarsi andare l’uno con l’altro, affiancati da un ragazzino che saprà rivelarsi davvero sorprendente.

VALUTAZIONE 4,5/5

mercoledì 9 febbraio 2022

“Finding Home” di Sloane Kennedy

TITOLO: Finding Home
SERIE: Finding #1
AUTORE: Sloane Kennedy
CASA EDITRICE: Quixote Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Erika Arcoleo
“Finding Home” è il primo volume di “Finding”, una serie di Sloane Kennedy ambientata a Dare, una cittadina nel sudovest del Montana. È un luogo che, almeno inizialmente, si caratterizza per la sua chiusura e intolleranza, in cui gli abitanti sembrano accettare passivamente tale situazione senza reagire, almeno fino a quando alcuni di essi non cercheranno di svegliarsi e combattere per cambiare le cose.
La prima storia vede come protagonisti tre uomini, Rhys Tellar, Callan Bale e Finn Stewart, che sembrano totalmente bloccati a causa delle loro infelicità personali, ma la cui connessione, che inizia a manifestarsi fin dal primo incontro, appare come l’elemento decisivo per cominciare a sciogliere alcuni nodi. L’autrice, con la sua scrittura fluida, coinvolgente e densa di emozioni, delinea con grande abilità il carattere di questi tre uomini mostrandoci la particolare evoluzione del loro rapporto e il legame di fiducia che li porta a confidarsi reciprocamente.
Rhys, un ex poliziotto che ha dovuto scontare due anni di prigione, si svela un po’ alla volta, apparendo inizialmente come un uomo disilluso e arrabbiato, il cui unico obiettivo è la vendetta nei confronti del suo ex amante e partner di lavoro che lo ha tradito nel modo più crudele causando la morte di quattro persone. Non avverte il bisogno di legami affettivi stabili, non ha mai avuto una famiglia di riferimento o un amante a cui tenesse davvero, è afflitto dall’idea di non essere abbastanza per qualcuno e di non sentirsi a casa in nessun luogo. Eppure, quando si ritrova al CB Bar Ranch, di proprietà della famiglia di Callan, per trascorrere sei mesi di libertà vigilata, dopo un iniziale momento di rifiuto, riesce a entrare subito in sintonia con Finn e a coglierne l’infelicità, così come riesce ad abbattere i muri innalzati da Callan. L’autrice ha riservato a questo personaggio un percorso importante in cui la disillusione iniziale cede il posto a una profonda generosità che lo porta a dimenticarsi della propria vendetta e a sentirsi sempre più legato a quel luogo e alle vicende di quei due uomini di cui si sta innamorando.
Finn, il bellissimo e giovane cowboy che lavora nel ranch fin da quando era un ragazzino, cattura immediatamente l’attenzione del lettore con la sua spontaneità e la sua giocosa sensualità. È un ragazzo che ha dovuto subire molti torti dalla vita e deve convivere con il suo amore apparentemente non corrisposto nei confronti di Callan, oltre che con il sentirsi discriminato per la sua omosessualità all’interno di una città che non accetta il fatto che lui non segua le regole prestabilite. Tutto ciò che desidera è un futuro sereno con un compagno vicino, ma teme che lasciare Callan significhi affrontare l’ignoto. È il personaggio più puro, quello che rimane coerente con se stesso fino alla fine e che riesce a prendere consapevolezza di ciò che desidera anche grazie a Rhys.
Callan, l’aitante e scontroso ranchero, ha sempre vissuto una bugia, ha costruito un muro intorno a sé che neppure Finn è riuscito a demolire fino in fondo. Ma l’attraente ex poliziotto con il suo fare provocante e seducente inizia a far incrinare le sue difese, a far uscire fuori ciò che ha sempre nascosto per paura che ciò gli avrebbe impedito di svolgere il suo lavoro.
L’autrice, con una narrazione dal ritmo serrato e capace di tenere desta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina, è riuscita a dosare bene tutti gli elementi, tra cui la tensione erotica tra i protagonisti, la loro passionalità, il reciproco sostegno e conforto. In particolare, ho amato molto il modo con cui sono stati invertiti i ruoli dei tre protagonisti man mano che la situazione si evolveva. Se la spinta iniziale arriva da Rhys, che con il suo modo di fare diretto e provocatorio porta un po’ di luce in quella cittadina così chiusa, sarà poi compito di Callan farsi forza e prendere in mano la situazione se non vorrà perdere i due uomini di cui è ormai innamorato.
“Finding Home” è, dunque, un emozionante inizio di una serie interessante che, attraverso le sue storie particolari e ricche di sentimenti, ci mostra l’evoluzione di una piccola cittadina verso un clima di maggiore accettazione.
VALUTAZIONE 4,5/5

lunedì 7 febbraio 2022

“Diplomazia” di Zahra Owens

TITOLO: Diplomazia (Titolo originale “Diplomacy”)
AUTORE: Zahra Owens
CASA EDITRICE: Dreamspinner Press
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Rossella Fortuna
Pubblicato alcuni anni fa, “Diplomazia” è un romanzo che ho scoperto solo recentemente e che mi ha subito incuriosito per la peculiare ambientazione all’interno del mondo diplomatico. Man mano che proseguivo con la lettura ho iniziato a provare sensazioni particolari che mi hanno fatto comprendere che questo libro sarebbe rimasto ben impresso nella mia mente.
Lucas Carlton e Jack Christensen sono due protagonisti speciali con cui sono riuscito subito a entrare in sintonia, dal momento che l’autrice è stata particolarmente abile nel farmi percepire tutte le loro emozioni e i loro timori. Sono due uomini in apparenza destinati a seguire lo stesso percorso, una carriera diplomatica di successo che impone di avere al proprio fianco la moglie giusta che sappia gestire ogni aspetto della vita pubblica di un bravo ambasciatore, anche se ciò significa nascondere la propria natura e seppellire ogni altro desiderio.
L’americano Jack, il più anziano dei due, già da molti anni frequenta questo mondo, avendo capito già dal liceo che avrebbe voluto diventare un diplomatico per seguire le orme del padre. Ha represso fin da subito la propria omosessualità e ha scelto di frequentare l’affascinante Maria, divenuta poi sua moglie. La sua carriera è proseguita molto velocemente e poco prima dei quarant’anni è riuscito a diventare ambasciatore USA presso il Belgio, uno dei più giovani nel suo campo. Jack sembra avere tutto, un lavoro che gli procura grandi soddisfazioni, un’ampia conoscenza delle lingue, una bella moglie. Eppure dopo quindici anni di matrimonio non può fare a meno di pensare che qualcosa manchi nella propria vita.
Il britannico Lucas è un ragazzo pieno di entusiasmo e vitalità, che ha iniziato da poco la carriera diplomatica presso l’Ambasciata inglese in Belgio, ma che sembra già destinato al successo. Al contrario di Jack, ha cercato di non reprimere la propria natura e ha frequentato altri uomini, ma quando si è reso conto che per dare un senso al proprio impegno lavorativo doveva avere necessariamente una fidanzata al proprio fianco, ha cominciato a frequentare una giovane americana, Lucy. Non è felice di nascondere i suoi desideri e di fingere con quella ragazza, ma l’ambiente conservatore da cui è circondato non sembra dargli altra possibilità.
Con una scrittura fluida, semplice ed efficace l’autrice descrive con grande partecipazione l’incontro tra Jack e Lucas a un ricevimento presso l’Ambasciata americana a Bruxelles e l’effetto che questo primo incontro ha sulle vite dei due uomini. A tal fine il romanzo viene suddiviso in tre parti, corrispondenti alle tre fasi di una trattativa diplomatica: apertura dei negoziati, fase di stallo, ripresa delle trattative.
Quando Jack e Lucas si incontrano e iniziano a conoscersi e a diventare amici, non possono nascondere l’attrazione che provano l’uno per l’altro, i desideri lungamente repressi, i sentimenti che quasi subito iniziano a farsi strada nei loro cuori. Avviano, dunque, quei negoziati personali che li portano a intrecciare una relazione che diventa molto più di un’ardente passione, perché quando sono insieme ritrovano una rassicurante dimensione fatta di intimità e affetto. Anche se ciò significa mentire alle proprie compagne, perché in realtà il vero tradimento è quello che sono stati costretti a compiere nei confronti della propria natura a causa dell’ambiente conservatore da cui sono oppressi.
È impossibile, dunque, non affezionarsi a Jack e Lucas. Ho fatto il tifo per loro mentre cercavano, pur nascondendosi, di coltivare un rapporto che diventava sempre più profondo, anche nelle situazioni più critiche, mentre tentavano di trovare un equilibrio tra il desiderio di stare insieme e la paura di perdere ciò per cui si erano sempre sacrificati. Ho apprezzato il modo con cui l’autrice ha descritto i loro approcci erotici fatti soprattutto di scoperta e liberazione e ho sofferto quando il destino è intervenuto separandoli per poi farli ritrovare nel momento in cui le circostanze erano divenute più favorevoli.
La seconda parte rappresenta il modo con cui l’autrice ha voluto ricompensare i sacrifici e le sofferenze di questi due uomini mostrandoci il modo con cui hanno dovuto riconsiderare e rivoluzionare le loro vite per scrollarsi definitivamente di dosso il peso della finzione. Nel rappresentare il percorso congiunto di Jack e Lucas, che si ritrovano come se non fossero davvero trascorsi più di due anni dalla loro separazione, a dimostrazione dell’autenticità dei loro sentimenti, l’autrice sembra volere chiudere il cerchio su molte questioni rimaste aperte nella prima parte, dimostrandoci che alcune cose erano molto diverse da ciò che sembravano. Molto ben delineati anche i personaggi secondari che hanno un grande impatto sulle vicissitudini dei protagonisti.
“Diplomazia” è, quindi, un romanzo sorprendente e denso di emozioni, che ci narra di un sentimento che sembra resistere al trascorrere del tempo e alle difficoltà, una storia ricca di riferimenti alla situazione politica dei primi anni del duemila – ovvero il periodo in cui il romanzo è presumibilmente ambientato – e in alcuni casi anche profetica.
VALUTAZIONE 4,5/5

lunedì 24 gennaio 2022

“Non tentarmi” di Ella Frank

TITOLO: Non tentarmi (Titolo originale “Try”)
SERIE: Temptation #1
AUTORE: Ella Frank
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Gianna Menarini
“Non tentarmi” è il primo volume della serie “Temptation”, interamente dedicata alla storia d’amore tra Tate Morrison e Logan Mitchell. Un avvio decisamente scoppiettante per una coppia che ha fatto scintille fin dal primo incontro.
Questo primo libro mi ha fatto innamorare della scrittura di Ella Frank, fluida, precisa, intensa sia nelle parti erotiche che in quelle più introspettive, con dialoghi brillanti e intriganti. L’autrice è riuscita a caratterizzare alla perfezione i due protagonisti senza risparmiarsi nel descrivere la loro passione totalizzante.
Logan Mitchell è un talentuoso avvocato dotato di uno spiccato sex appeal che gli consente di collezionare numerose conquiste sia femminili che maschili. Ama il sesso ed è orgoglioso della propria bisessualità, convinto che non ci sia alcun motivo per trattenersi di fronte a qualcuno che attira la sua attenzione. Fugge dalle relazioni preferendo solo rapporti occasionali, ma quando entra nel suo bar preferito e incrocia lo sguardo del nuovo barista Tate, inizia a provare un’attrazione talmente forte che lo spinge a pensare che forse qualcosa dentro di sé sta cambiando.
Tate Morrison è un giovane molto attraente, che svolge con soddisfazione il suo lavoro di barista. Uscito da un disastroso matrimonio, durato tre anni e nel quale si è sentito intrappolato fin da subito, non prova alcun desiderio di intraprendere una nuova relazione. Proveniente da una famiglia conservatrice, Tate è sempre stato convinto della propria eterosessualità, ma rimane turbato nel momento in cui l’attraente avvocato inizia a flirtare con lui. Stranamente non prova disagio o disgusto, ma una sensazione di confusione, come se Logan stesse in qualche modo minando il suo equilibrio interiore. Fino a quando non comprende che sta provando una vera e propria attrazione nei confronti di un uomo, un’attrazione che mina ogni sua certezza.
Ho amato molto il modo con cui la Frank ha descritto l’evoluzione del rapporto tra Tate e Logan, a partire dal loro conflitto iniziale, legato all’insistenza di Logan, che farebbe qualunque cosa per sedurre il bel barista, e alle resistenze di Tate che continua a mentire a se stesso e a negare quello che prova per l’affascinante avvocato, convinto che ciò comporterebbe troppi stravolgimenti nella sua vita ordinaria e precisa. Almeno finché un bacio appassionato e una telefonata un po’ particolare nel cuore della notte spingono Tate a lasciarsi andare e a provare.
“Provare” è la parola che Logan ama di più e sicuramente “provare” è ciò che i due uomini iniziano a fare nei loro incontri. Una lenta, ma inesorabile presa di coscienza da parte di Tate di desideri che finora aveva sempre ignorato, forse per inconsapevolezza o forse a causa della chiusura mentale della sua famiglia conservatrice. E anche Logan è spinto a provare qualcosa di nuovo, un legame esclusivo con qualcuno cui tiene davvero e con cui inizia a confidare i motivi che lo hanno sempre spinto a non legarsi mai a nessuno, limitandosi a catture le sue prede per poi fuggire via.
“Non tentarmi” è, dunque, è un libro a cui sono molto legato, che parla soprattutto di scoperta e accettazione di sé, ed è un vero peccato che le traduzioni dei volumi successivi siano state interrotte.

VALUTAZIONE 4,5/5

mercoledì 22 dicembre 2021

“La musica dell’anima” di Annabella Michaels

TITOLO: La musica dell’anima (Titolo originale “Music of the Soul”)
SERIE: Souls of Chicago #2
AUTORE: Annabella Michaels
CASA EDITRICE: Quixote Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Alex Krebs
“La musica dell’anima”, secondo volume della serie “Souls of Chicago”, prosegue nella narrazione delle vicende sentimentali dei tre fratelli Greene. Questa volta l’attenzione è concentrata su Carter, il fratello gemello di Caleb, protagonista del primo volume. Abbiamo già avuto modo di conoscere il profondo legame tra i due fratelli, la loro capacità di avvertire le reciproche sensazioni, come se le stessero provando in prima persona. Quel particolare dono si era rivelato fondamentale nel momento in cui aveva permesso a Caleb di intuire che Carter era in pericolo, intrappolato tra le fiamme di un devastante incendio.
Questo secondo romanzo prende, quindi, avvio subito dopo quell’incendio, con Carter in ospedale, in preda a una profonda frustrazione a causa delle ferite riportate a una mano che potrebbero impedirgli di suonare e proseguire nella sua carriera musicale. Ryan, il vigile del fuoco che gli ha salvato la vita, si reca a fargli visita per rivederlo e accertarsi delle sue condizioni, ma rimane sconvolto a causa dell’atteggiamento aggressivo del ragazzo che, furioso, non esita a mandarlo via. Quando Carter si rende conto di ciò che ha fatto pensa che sia ormai troppo tardi per rimediare. Nei cinque mesi successivi recupera completamente l’uso della mano grazie alla fisioterapia e alla sua grande forza di volontà, ma non riesce a smettere di pensare a quel bellissimo uomo che gli ha permesso di scampare alla morte. Si sente in colpa, vorrebbe rivederlo per potersi scusare, anche se è convinto che Ryan non voglia più avere a che fare con lui, e continua a rinviare quella telefonata nonostante conservi gelosamente un biglietto con il suo numero di cellulare. Ma poi un evento casuale permette ai due ragazzi di incontrarsi, di chiarirsi e di capire quanto siano attratti l’uno dall’altro. Tra dubbi e paure iniziano a frequentarsi, consapevoli che nessuno dei due vuole una semplice avventura.
Annabella Michaels, con questo romanzo, conferma la sua capacità di raccontare e far vivere ai lettori le intense emozioni provate dai propri personaggi, con la sua scrittura precisa e coinvolgente. Carter Greene e Ryan Marshall sono senza alcun dubbio due protagonisti meravigliosi, cesellati in modo da far emergere tutta la profondità delle loro sensazioni, una coppia che vive con passione il proprio rapporto, sempre più solido e imprescindibile.
Ho amato molto le tante sfumature del carattere di Carter, un ragazzo che quando esprime il proprio amore lo fa senza riserve e che da sempre considera come essenziali due cose, la sua famiglia e la sua musica. Il suo sogno è diventare un cantare professionista e avere successo insieme alla sua band, per cui continua a scrivere musica e a esibirsi in vari locali, in attesa della grande occasione. Con il suo atteggiamento malizioso e disinvolto, vive in modo estremamente libero la sua sessualità passando da un ragazzo all’altro senza soffermarsi su nessuno, convinto che le relazioni amorose non siano la sua priorità. Questo almeno fino a quando suo fratello Caleb non trova in Giovanni la sua anima gemella spingendo anche lui a cercare qualcuno di speciale nella propria vita. E la forte connessione sperimentata con Ryan la notte dell’incendio, con quello sguardo intenso che rimane impresso nella mente, è l’elemento decisivo che spinge Carter a lasciar perdere le avventure occasionali e a concentrarsi su un’unica persona da amare.
Anche Ryan è un protagonista che si fa particolarmente amare, con la sua radicata gentilezza, la malinconia derivante dall’aver sempre vissuto in solitudine, dopo aver perso suo nonno, l’unico familiare che si era preso cura di lui fin da piccolo, il suo desiderio di famiglia e fratellanza che lo spinge a diventare un vigile del fuoco, la sua voglia di una relazione seria che lo induce a rifiutare avventure e inutili appuntamenti combinati.
È chiaro fin da subito che quello tra Ryan e Carter è un incontro tra due anime gemelle, considerato che entrambi desiderano in fondo la stessa cosa, amare qualcuno. L’evoluzione del loro rapporto è, quindi, particolarmente emozionante. Forti della loro intensa connessione, entrambi inizialmente cercano di esplorare le rispettive fantasie (alcune delle quali rimangono tali), lasciandosi andare a una bollente passione, ma ben presto capiscono che ciò che desiderano realmente è esserci sempre l’uno per l’altro. Ho ammirato il modo con cui entrambi cercano di maturare all’interno della loro relazione, di superare gli ostacoli e di diventare, al momento opportuno, l’uno il sostegno dell’altro.
Sono molti i temi affrontati in questo romanzo, tra cui l’omofobia, la sensazione di essere parte di una famiglia a prescindere dai legami di sangue, la difficoltà di coniugare la propria carriera con la vita sentimentale. E l’autrice con il suo talento riesce a trattare tutto questo nel modo giusto, con un buon equilibrio tra l’asprezza di alcune realtà drammatiche e la dolcezza dei sentimenti dei suoi protagonisti che si amano con passione e dedizione.
“La musica dell’anima” è, dunque, un romanzo speciale, una storia d’amore intensa di due anime che si incontrano in un momento drammatico, ma che sanno riconoscersi e ritrovarsi al momento giusto per poter sviluppare un legame indissolubile.

VALUTAZIONE 5/5

domenica 19 dicembre 2021

“Condotta indecorosa” di L.A. Witt

TITOLO: Condotta indecorosa (Titolo originale: “Conduct Unbecoming”)
SERIE: Conduct Unbecoming #1
AUTORE: L.A. Witt
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Cornelia Grey
“Condotta indecorosa” è il primo volume dell’omonima dilogia con cui L.A. Witt ci porta nell’isola giapponese di Okinawa narrandoci le avventure sentimentali di alcuni militari della Marina, spesso ostacolate dalle rigide regole militari, anche dopo l’abolizione del DADT che di fatto impediva agli appartenenti a qualunque ramo dell’esercito di dichiarare la propria omosessualità o bisessualità.
La storia narrata in questo primo romanzo vede come protagonisti Eric Randall e Shane Connelly, due uomini affascinanti e tenaci, entrambi trentacinquenni, che hanno speso quasi sedici anni della loro vita nel costruire una soddisfacente carriera all’interno della Marina, ma che non esitano a mostrare le loro fragilità, legate soprattutto al rimpianto di aver trascorso troppo tempo lontano dai propri figli.
Eric è un sottufficiale di prima classe che dovrà trascorrere tre lunghi anni a Okinawa in missione e ciò implica il dover stare per un lunghissimo periodo lontano da sua figlia Marie, di diciassette anni. Confinato in un luogo di cui ignora la lingua e le abitudini e in cui non conosce nessuno, cerca di ovviare alla solitudine e allo stress cercando qualche avventura in un locale gay. Shane è un ufficiale con il grado di comandante, è divorziato da quattro anni, due figli piccoli con cui riesce a parlare pochissimo, da alcuni anni è di base in Giappone. Dopo alcune relazioni fallimentari, si limita a cercare avventure di una notte. Tuttavia, l’incontro tra questi due uomini è destinato a diventare molto più di un semplice rapporto occasionale.
L.A. Witt conferma il suo talento con una scrittura coinvolgente, accattivante e ricca di sensualità. Ho amato il modo con cui l’autrice ha delineato il rapporto tra Eric e Shane, a partire dal loro primo passionale incontro che si rivela sorprendente per entrambi e rimane impresso nelle loro menti al punto tale da impedire loro di pensare ad altro per i giorni successivi. Nel momento in cui si rivedono capiscono che una qualsiasi relazione tra loro potrebbe essere un rischio per le rispettive carriere, considerata la rigida regola militare che impedisce a ufficiali e sottoufficiali di familiarizzare, come se appartenessero a caste separate. Ma nonostante questo decidono che vale la pena correre qualsiasi rischio, considerato che nelle loro vite hanno già rinunciato a tanto, per cui non sono disposti a fare a meno della reciproca compagnia.
Il romanzo ha uno sviluppo decisamente originale, considerato che molti degli appuntamenti tra Eric e Shane, che si svolgono nella più assoluta discrezione, rappresentano un modo per l’autrice di descrivere le bellezze di Okinawa, che si rivela un luogo suggestivo, pittoresco e ricco di storia. Tuttavia, ciò che mi ha emozionato è stato soprattutto il modo con cui questi due uomini si sono svelati reciprocamente, parlando delle loro vite, dei loro rimpianti e fallimenti. Entrambi hanno dovuto affrontare sacrifici e pericoli, hanno sofferto per la lontananza dai propri figli e spesso i loro rapporti sentimentali sono stati fortemente danneggiati dalle continue missioni militari e dagli obblighi di riservatezza.
Eric e Shane capiscono ben presto che il loro rapporto va oltre la mera attrazione fisica: la loro passione totalizzante, le conversazioni, che svelano tanti interessi comuni, la reciproca positiva influenza, sono tutti elementi con cui l’autrice cementa questo rapporto che, nonostante le incertezze e le paure, diventa ormai imprescindibile.
“Condotta indecorosa” è, dunque, un romanzo bellissimo ed emozionante, ricco di spunti interessanti, che ci permette di conoscere due uomini che hanno sempre dovuto mostrare forza e determinazione di fronte alle avversità che hanno incontrato nel corso della loro vita militare, nel tentativo di conquistare posizioni importanti all’interno di quel mondo, ma che di fronte a un sentimento autentico e coinvolgente capiscono che vale la pena mettere a rischio anche ciò che hanno realizzato: “La Marina mi ha portato via così tanto, maledizione. Non sono pronto a lasciare che si prenda l’unica volta in cui mi sono davvero innamorato di qualcuno”.

VALUTAZIONE 5/5

mercoledì 15 dicembre 2021

“Preso all’amo” di Andrew Grey

TITOLO: Preso all’amo (Titolo originale “Setting the Hook”)
SERIE: Love's Charter #1
AUTORE: Andrew Grey
CASA EDITRICE: Dreamspinner Press
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Emanuela Cardarelli
Andrew Grey è un autore molto noto e apprezzato nel panorama del romance male to male. “Preso all’amo” è il primo romanzo di questo scrittore che ho avuto modo di leggere, un romanzo che mi ha colpito positivamente per la dolcezza e la poeticità della sua narrazione, riuscendo nell’intento di farmi amare entrambi i protagonisti.
William Westmoreland e Mike Jensen sono infatti due personaggi molto interessanti e ben delineati in tutte le sfumature del loro carattere, tra desideri, incertezze e conflitti interiori.
William lavora presso l’azienda di famiglia specializzata in motori per imbarcazioni, si occupa di gestirne gli affari, ma il suo futuro sembra essere stato deciso a tavolino da suo padre, che lo ha spinto a studiare economia per poter poi un giorno prendere in mano le redini dell’azienda. Tuttavia, William non ama quel lavoro e considera insoddisfacente la sua vita a Providence nel Rhode Island, priva dell’affetto di qualcuno a cui tenga davvero. Ha una grande passione per il mare e la pesca e da ormai quattro anni si reca in Florida due volte l’anno per noleggiare la barca di Mike Jensen e andare a pescare nel Golfo del Messico. Tuttavia, la pesca non è l’unica cosa a suscitare il suo interesse, considerata la forte attrazione che prova per Mike, ma il ragazzo esita a farsi avanti.
Mike conduce la sua quotidiana esistenza in una piccola cittadina della Florida, tra il suo lavoro, che consiste nel noleggiare la sua barca e portare i turisti a pescare nel Golfo del Messico, e la sua famiglia, ovvero sua madre Dolores e sua figlia di dieci anni Carrie. Non ha tempo per le relazioni e, in ogni caso, teme fortemente di rivelare la propria omosessualità in una cittadina bigotta e conservatrice come la sua, nella convinzione che la sua attività lavorativa, basata soprattutto sul passaparola, possa risentirne negativamente. Tuttavia, resistere all’affascinante William risulta sempre più difficile.
Con una scrittura fluida e ricca di suggestioni poetiche, l’autore ci mostra l’evolversi del rapporto tra Mike e William all’interno del meraviglioso scenario del Golfo del Messico. Un’improvvisa tempesta, l’automobile che avrebbe dovuto riportare William a casa bloccata per un guasto, tutti gli alberghi locali occupati dai turisti che non sono riusciti a partire per le pessime condizioni atmosferiche: di fronte a questa situazione, Mike non esita a ospitare William a casa sua. I due uomini, finalmente insieme da soli, iniziano a confidarsi, a svelarsi e a esplorarsi, cedendo finalmente a quel desiderio che hanno tenuto nascosto per molto tempo. Più ore trascorrono insieme, più comprendono che il loro legame sta diventando molto più profondo di quanto si aspettassero. Ma ci sono molti elementi che sembrano impedire loro di iniziare una vera relazione, per cui dovranno imparare a capire come superare questi ostacoli.
La narrazione si sviluppa in modo abbastanza lineare, non essendoci grandi stravolgimenti o colpi di scena, ma l’autore riesce comunque a coinvolgere l’attenzione del lettore grazie a un’importante componente introspettiva, mostrandoci l’evoluzione interiore dei due protagonisti, che gradualmente acquisiscono una piena consapevolezza dell’intensità dei sentimenti reciproci e comprendono quale impatto tutto questo potrebbe avere sulle loro vite.
Ho amato le incertezze di Mike, il suo tentativo di capire che direzione dare alla propria vita, essendosi sempre fatto condizionare dalla paura che qualcuno potesse scoprire la sua omosessualità e privandosi di qualsiasi relazione, a parte l’affetto di sua madre e sua figlia. Grazie a William, cerca di comprendere che la sua esistenza ha bisogno di altro e non può consistere solo di responsabilità verso la sua famiglia e dedizione nei confronti del suo lavoro. A sua volta, mi ha colpito il modo con cui William realizza quanto il suo destino sia sempre stato gestito dalla sua famiglia, che continua a soffocarlo con il senso di responsabilità verso l’azienda. Soprattutto dopo aver conosciuto Mike, capisce che non può limitarsi a seguire la corrente, ma deve decidere da solo ciò che realmente vuole fare nella vita, soprattutto se questo implica poter stare vicino all’uomo che ama.
“Preso all’amo” è, dunque, una storia d’amore romantica e ricca di passione, un romanzo che insegna quanto importante sia prendere in mano la propria vita senza farsi condizionare dalla paura o dalla volontà altrui.

VALUTAZIONE 4,5/5