lunedì 21 marzo 2022

“Un’anima da purificare” di Annabella Michaels

TITOLO: Un’anima da purificare (Titolo originale “Renewing the Soul”)
SERIE: Souls of Chicago #4
AUTORE: Annabella Michaels
CASA EDITRICE: Quixote Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Alex Krebs
La serie “Souls of Chicago” mi ha appassionato fin dal primo volume con le sue storie ricche di passione e sentimenti. Ogni libro mi ha regalato emozioni particolari, ma credo che “Un’anima da purificare” sia quello che rimarrà maggiormente impresso nella mia mente per l’intensità con cui sono stati delineati i protagonisti e per la delicatezza con cui sono state trattate alcune tematiche.
Lachlan Edwards è il proprietario della casa discografica che ha intuito il grande talento della band musicale di Carter, la Carter’s Creed, e ha contribuito a portarla al successo mondiale. Lachlan ha sempre amato la musica fino a renderla l’oggetto principale della sua attività lavorativa, ha lavorato duramente e ha raggiunto nel corso degli anni traguardi di altissimo livello superando ogni concorrente nel mercato discografico. La perdita di una persona a cui era profondamento legato lo ha gettato nello sconforto, al punto che da quel momento in poi ha cercato di buttarsi a capofitto nel lavoro isolandosi quasi completamente. Ma quando osserva la Carter’s Creed esibirsi sul palcoscenico, e in particolare Rocko, il loro batterista selvaggio e sregolato, una piccola luce inizia ad accendersi dentro di lui.
Rylie, detto Rocko, ama suonare la batteria e considera la Carter’s Creed come la sua vera famiglia, ma i suoi demoni continuano a tormentarlo spingendolo verso una vita di eccessi, dal sesso occasionale all’abuso di droga e alcol, fino a toccare il fondo. Dopo aver rischiato di morire per overdose, trascorre un paio di mesi in una clinica di riabilitazione per riprendersi e rimettersi in carreggiata, ma ritornare alla vita normale, con le tentazioni a portata di mano, è davvero difficile. L’intervento di Lachlan che lo porta nella sua grande villa di Chicago, rappresenta per Rocko non solo l’inizio di un vero percorso di guarigione, ma anche la possibilità di trovare finalmente la sua anima gemella, qualcuno che lo ami realmente.
Annabella Michaels, con una narrazione intensa e coinvolgente, mi ha mostrato due uomini inizialmente fragili e insicuri, che si guardano con desiderio, ma che temono di svelare i propri sentimenti per paura di un rifiuto e di una delusione. Eppure, entrambi riescono a cogliere di volta in volta un’occasione per aprirsi reciprocamente, per svelare episodi del passato che mai avrebbero raccontato a qualcuno, per riversare l’uno sull’altro speranze e sensazioni dolorose. Il legame di amicizia, fatto di corse mattutine, film, videogiochi e chiacchierate sui libri, diventa un desiderio sempre più forte che, una volta rivelato, contribuisce ad abbattere le barriere di entrambi e a guarire le ferite.
Ho amato nello stesso modo questi due meravigliosi uomini. Dapprima, Lachlan con la sua profonda generosità che sembra non conoscere limiti, con la sua dedizione nei confronti del lavoro per omaggiare una passione condivisa con una persona che ormai non c’è più, con la sua adorabile timidezza e il suo amore appassionato. E poi Rocko che dietro il suo modo di fare sfrontato e selvaggio nasconde una grande sensibilità, un profondo bisogno di affetto e conforto, una insospettabile vena romantica. L’evoluzione del loro rapporto è graduale, coerente con la necessità di Rocko di affrancarsi dalle sue dipendenze e di affrontare se stesso, ma regala momenti di grande passione, struggenti dichiarazioni e rivelazioni importanti.
La famiglia Greene è sempre presente, con i protagonisti dei precedenti volumi che continuano a raccontarci il proseguo delle loro storie. Ma c’è anche la vera famiglia di Lachlan, le persone che si sono sempre prese cura di lui, in assenza dei genitori, e che sostengono con forza il suo amore per Rocko.
“Un’anima da purificare” è, quindi, un altro imperdibile episodio di quella che ormai considero la mia serie del cuore, che riesce sempre a scaldarmi e confortarmi attraverso la bontà dei sentimenti espressi e la positività dei suoi protagonisti.

VALUTAZIONE 5/5

giovedì 10 marzo 2022

“Un’anima da proteggere” di Annabella Michaels

TITOLO: Un’anima da proteggere (Titolo originale “Protecting the Soul”)
SERIE: Souls of Chicago #3
AUTORE: Annabella Michaels
CASA EDITRICE: Quixote Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Alex Krebs
È sempre bello ritornare a Chicago dall’amorevole famiglia Greene. Con il terzo volume della serie “Souls of Chicago”, Annabella Michaels ci permettere di indagare l’anima di altri due meravigliosi protagonisti, Landon, il maggiore dei fratelli Greene, e Micah Hamilton, il miglior amico di Giovanni Romero (protagonista del primo volume insieme a Caleb Greene).
Landon e Micah si incontrano per la prima volta all’addio al celibato organizzato per Caleb e Giovanni. Tra loro due scatta immediatamente la scintilla, ma il loro tentativo di trascorrere la notte insieme non va a buon fine. E Micah da quel momento cerca inspiegabilmente di tenere lontano Landon dalla sua vita. I due uomini sono costretti a lavorare insieme quando un folle inizia a inviare lettere minatorie indirizzate a Carter, fratello minore di Landon e leader della Carter’s Creed, la band di cui lo stesso Landon è il manager. Micah viene, quindi, chiamato ad assumere la gestione della sicurezza della band durante il tour mondiale, ma non può nascondere la sconvolgente attrazione nei confronti di Landon. I due uomini dovranno iniziare a chiarire i reciproci sentimenti per poter lavorare insieme e tutelare l’incolumità di Carter.
Annabella Michaels non delude mai con la sua scrittura coinvolgente e precisa, ma con “Un’anima da proteggere” ha aggiunto un elemento di complessità in più presentandoci due uomini tormentati da un passato molto difficile che impedisce loro di vivere pienamente i propri sentimenti, un passato che viene svelato poco alla volta in una sorta di liberazione. Landon e Micah, oltre a queste importanti rivelazioni, devono fronteggiare anche una situazione attuale ricca di tensione e dagli esiti imprevedibili e sorprendenti, che viene raccontata attraverso una narrazione accattivante e dal ritmo serrato
Ho amato molto il modo con cui questi due protagonisti si sono rivelati mettendo a nudo le loro anime e imparando a fidarsi l’uno dell’altro. Landon e Micah sono due uomini generosi e profondamente altruisti, che cercano di svolgere al meglio il proprio lavoro, ma che nutrono una certa sfiducia nei confronti di se stessi. Landon ha dedicato la sua vita a proteggere ed aiutare i propri fratelli; in particolare ha sostenuto in tutti i modi la passione musicale di Carter e il suo sogno di diventare un musicista affermato, fino a diventarne il manager. Eppure, continua a nutrire un profondo senso di colpa legato a un episodio del suo passato che gli impedisce di sperimentare un vero legame affettivo. Micah ha dovuto subire tanto dolore nel corso della sua esistenza, a causa di genitori assenti o violenti, come Navy Seal ha affrontato difficili missioni in Iraq e ora vorrebbe solo ricominciare una nuova vita gestendo la sua agenzia di sicurezza e stando vicino al suo amico Giovanni. Landon potrebbe essere l’occasione per vivere finalmente una vera relazione, ma per farlo Micah ha bisogno di abbattere non solo le sue barriere, ma anche quelle dell’uomo che sta conquistando il suo cuore. Entrambi devono capire che possono meritarsi l’un l’altro e sperimentare finalmente quell’amore che non si sono mai realmente concessi.
L’autrice ci mostra, quindi, i momenti intimi di Landon e Micah, fatti non solo di erotismo e passione, ma anche di una complicità basata su bisogni e desideri comuni, un’affinità che li spinge a ricreare un clima di reciproca fiducia, necessario anche per fronteggiare un nemico invisibile che sembra voler minacciare la serenità raggiunta.
“Un’anima da proteggere” conferma il talento di Annabella Michaels, la sua capacità di dar vita a storie meravigliose che arrivano direttamente al cuore, parlandoci di uomini che cercano di liberarsi della zavorra del proprio passato per lasciarsi finalmente andare ai sentimenti.

VALUTAZIONE 5/5

giovedì 3 marzo 2022

“Cattiva condotta” di L.A. Witt

TITOLO: Cattiva condotta (Titolo originale: “General Misconduct”)
SERIE: Conduct Unbecoming #2
AUTORE: L.A. Witt
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Cornelia Grey
“Cattiva condotta” è il secondo volume della dilogia di L.A. Witt ambientata nell’isola giapponese di Okinawa. L’autrice, con questo libro, ha proseguito con la narrazione delle avventure sentimentali di alcuni militari della Marina mostrando come le rigide regole spesso impediscano di vivere pienamente le proprie relazioni.
Rispetto a “Condotta indecorosa”, “Cattiva condotta” presenta una trama un po’ meno complessa, considerata anche la giovane età dei protagonisti e il loro diverso bagaglio emotivo, ma non per questo la storia narrata è da considerarsi meno significativa. Aiden e Conner sono, infatti, due meravigliosi personaggi che vivono intensamente le loro emozioni, sospesi tra il brivido della scoperta e la paura del futuro.
Aiden Lange è un giovane guardiamarina appena uscito dall’Accademia navale con grandi prospettive di carriera. Essendo tra gli ultimi arrivati, deve rendersi disponibile a fare qualsiasi cosa, dal preparare il caffè per le riunioni con i superiori alla predisposizione di presentazioni per accogliere le nuove reclute. Cerca di mantenere riservata la propria omosessualità perché vorrebbe evitare di scontrarsi con colleghi omofobi, per cui dopo una serata finita male in un locale gay in cui è stato aggredito da un Marine ubriaco e troppo insistente, accetta il suggerimento del sottufficiale di prima classe Eric Randall e si reca alle cascate Hiji per fingere di essere scivolato sulle rocce. In quel frangente incontra il bellissimo Connor con cui inizia a chiacchierare e da cui non riesce più a separarsi.
L.A. Witt non delude mai con la sua scrittura coinvolgente e sensuale e in questa occasione ci ha regalato una storia di incredibile dolcezza dedicata a una prima esperienza amorosa che, a dispetto dell’opinione comune, può rivelarsi giusta e definitiva. Il primo emozionante incontro tra Aiden e Connor sembra, infatti, già lasciar presagire quanto intenso e importante diventerà il loro legame, non solo per la reciproca quasi istantanea attrazione, ma anche per il modo con cui i due giovani entrano subito in sintonia, come se si conoscessero da sempre.
La narrazione ci mostra l’evoluzione della loro relazione, tra escursioni, visite ai castelli, primi baci e sperimentazioni, consentendoci di conoscere due ragazzi adorabili e dal carattere deciso che sembrano disposti a tutto pur di frequentarsi anche di nascosto, a dispetto dei continui ostacoli, rappresentati principalmente dal padre di Connor.
Connor è uno studente ventenne che non ha alcuna esperienza con i ragazzi avendo sempre vissuto con suo padre, generale della Marina che non gli ha permesso di frequentare nessun americano sull’isola che fosse sotto il suo comando. L’autrice è riuscita a farci percepire non solo il suo ardore giovanile e il desiderio di indipendenza, ma anche il conflitto interiore tra la paura della prima volta e il desiderio che prova nei confronti del bel guardiamarina e soprattutto la sua determinazione a far valere la propria volontà a dispetto della giovane età. A sua volta, Aiden è un ragazzo gentile e premuroso. Di qualche anno più grande di Connor e con un po’ di esperienza in più, si mostra molto paziente e vuole procedere un po’ alla volta in modo che Connor sia pronto per la sua prima esperienza. Eppure lui stesso è travolto da ciò che prova per quel ragazzo, un sentimento molto più intenso di qualsiasi cosa abbia sperimentato in passato.
“Cattiva condotta” è, dunque, una bella conclusione di questa interessante dilogia, con un epilogo che rappresenta il giusto completamento della storia narrata nel primo e nel secondo volume, proponendo anche un’importante riflessione sulla scelta tra amore e carriera, sui rischi di lasciarsi andare a una relazione dagli esiti incerti che potrebbe compromettere il futuro lavorativo, una scelta che pone delle domande cui non si può rispondere se non guardando dentro se stessi.

VALUTAZIONE 4,5/5

giovedì 24 febbraio 2022

“Il patto di Natale” di Keira Andrews

TITOLO: Il patto di Natale (Titolo originale: “The Christmas Deal”)
AUTORE: Keira Andrews
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Chiara Casaburi
“Il patto di Natale” dell’autrice canadese Keira Andrews può essere collocato all’interno del filone dei romanzi ambientati durante il periodo delle feste natalizie, ovvero quei momenti in cui le persone sono pervase da sentimenti positivi e buona volontà. Eppure, nonostante siano presenti i necessari riferimenti a tale periodo, mi risulta difficile classificare questo libro come semplice “novella natalizia”.
È la storia di due uomini, Seth Marston e Logan Derwood, alle prese con le loro solitudini e frustrazioni, con il bisogno di superare i propri ostacoli, soprattutto mentali, e di ritrovare se stessi. Un incontro fortuito dà origine a un patto che prevede il trasferimento di Logan a casa di Seth per il periodo delle feste e un finto fidanzamento fra i due, facendo emergere, in realtà, il profondo desiderio di formare una famiglia con qualcuno di speciale che sia sempre al proprio fianco.
Logan è uno dei personaggi più complicati che io abbia mai incontrato. Sicuramente una buona parte della sua complessità è da ricondurre agli eventi che hanno caratterizzato la sua vita. Anni di missioni in Iraq come Marine, un incidente che gli ha lasciato numerose cicatrici, non solo fisiche, un matrimonio con una donna che si era presa cura di lui durante la degenza in ospedale, celebrato troppo in fretta e terminato con la morte di lei, un figlio acquisito, Connor, arrabbiato e irrequieto, la difficoltà di trovare un lavoro e una imminente minaccia di sfratto. Questi eventi avversi hanno sicuramente inciso profondamente sul carattere di Logan rendendolo a volte imperscrutabile. Ma l’autrice è riuscita a delineare con grande efficacia non solo il suo carattere, ma anche il percorso che ha dovuto affrontare lasciandosi andare e mettendo pian piano in gioco le sue convinzioni. Logan vuole mostrarsi forte e orgoglioso, cerca di cavarsela da solo rifiutando la carità di chiunque, ma dentro di sé cela una grande fragilità, uno strisciante senso di colpa verso la moglie appena morta, una sensazione di inadeguatezza e di vergogna per il fatto di non trovare lavoro e non poter provvedere a Connor come vorrebbe.
La Andrews ci mostra le spiazzanti convinzioni di Logan legate alla sua sessualità, il suo considerarsi etero a tutti i costi, nonostante abbia avuto diversi rapporti sessuali con altri uomini, perché non potrebbe mai avere una relazione con qualcuno che non sia una donna. E nel mostrarci la paura di Logan di oltrepassare determinati confini, l’autrice si scaglia contro i pregiudizi verso la bisessualità e contro la mascolinità tossica che spesso impedisce alle persone di vivere pienamente i propri sentimenti. Indubbiamente, ho amato molto il modo con cui l’incontro con Seth costituisca un punto di svolta per Logan tale da mostrargli una diversa visione delle relazioni sentimentali.
Per ciò che riguarda Seth, ho avvertito fin da subito una particolare empatia nei suoi confronti. In particolare, ho compreso il suo voler essere ordinato e preciso a tutti i costi, come se dovesse da un momento all’altro aspettarsi il severo giudizio di qualcuno, per poi scoprire da quale famiglia provenisse e il modo con cui era stato trattato. L’autrice è riuscita a far percepire in ogni minima sfumatura i suoi problemi nel lasciarsi andare, frutto della rigida educazione ricevuta, i suoi sensi di colpa verso il sesso e i rapporti occasionali, ma nello stesso tempo ci ha permesso di ammirarne la profonda generosità e il suo volersi legare a una sola persona da amare.
Con questo romanzo Keira Andrews conferma, dunque, di essere un’autrice capace di andare oltre gli stereotipi risultando sempre autentica e vera. Con una scrittura avvolgente e ricca di introspezione e poetica malinconia, ha dato vita a due protagonisti con un bagaglio emotivo non indifferente, riuscendo a gestire con maestria le loro interazioni attraverso momenti intimi e intensi, accompagnati non solo da un erotismo sensuale, passionale e a volte anche giocoso, ma anche da un commovente e confortante confronto. Ho amato il modo con cui Seth si è approcciato a Logan cercando di sostenerlo e aiutarlo senza farlo sentire di peso, non solo accogliendolo in casa insieme a Connor, ma dandogli utili consigli su come gestire un adolescente triste e irrequieto. Nello stesso modo mi ha intenerito l’atteggiamento protettivo di Logan verso Seth, quando cerca di iniziarlo al sesso occasionale al solo fine di farlo stare bene o nel momento in cui si rende conto di odiare chiunque faccia soffrire l’uomo cui si sta affezionando sempre di più. Seth e Logan devono far finta di avere una relazione per spingere Angela, l’amministratrice delegata della società presso cui Seth lavora da anni a concedergli una promozione. Ma il legame fatto di attrazione, affetto, sostegno, rende quella finzione sempre più vera e autentica, molto più di quanto i due uomini riescano ad ammettere l’uno con l’altro.
I due uomini sono accompagnati da un ben nutrito gruppo di personaggi secondari, molto ben delineati, tra cui Jenna, sorella di Logan e amica e collega di Seth, dalle cui azioni molto istintive ha origine tutta la vicenda, e Connor, figlio acquisito di Logan, studente geniale, insofferente nei confronti del patrigno per tutta una serie di motivi che l’autrice ci farà comprendere al momento opportuno.
“Il patto di Natale” è, quindi, molto più di un romanzo natalizio, è una storia di crescita interiore e di conforto che vede due protagonisti indimenticabili percorrere una difficile strada per superare i propri ostacoli e riuscire a lasciarsi andare l’uno con l’altro, affiancati da un ragazzino che saprà rivelarsi davvero sorprendente.

VALUTAZIONE 4,5/5

mercoledì 9 febbraio 2022

“Finding Home” di Sloane Kennedy

TITOLO: Finding Home
SERIE: Finding #1
AUTORE: Sloane Kennedy
CASA EDITRICE: Quixote Edizioni
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Erika Arcoleo
“Finding Home” è il primo volume di “Finding”, una serie di Sloane Kennedy ambientata a Dare, una cittadina nel sudovest del Montana. È un luogo che, almeno inizialmente, si caratterizza per la sua chiusura e intolleranza, in cui gli abitanti sembrano accettare passivamente tale situazione senza reagire, almeno fino a quando alcuni di essi non cercheranno di svegliarsi e combattere per cambiare le cose.
La prima storia vede come protagonisti tre uomini, Rhys Tellar, Callan Bale e Finn Stewart, che sembrano totalmente bloccati a causa delle loro infelicità personali, ma la cui connessione, che inizia a manifestarsi fin dal primo incontro, appare come l’elemento decisivo per cominciare a sciogliere alcuni nodi. L’autrice, con la sua scrittura fluida, coinvolgente e densa di emozioni, delinea con grande abilità il carattere di questi tre uomini mostrandoci la particolare evoluzione del loro rapporto e il legame di fiducia che li porta a confidarsi reciprocamente.
Rhys, un ex poliziotto che ha dovuto scontare due anni di prigione, si svela un po’ alla volta, apparendo inizialmente come un uomo disilluso e arrabbiato, il cui unico obiettivo è la vendetta nei confronti del suo ex amante e partner di lavoro che lo ha tradito nel modo più crudele causando la morte di quattro persone. Non avverte il bisogno di legami affettivi stabili, non ha mai avuto una famiglia di riferimento o un amante a cui tenesse davvero, è afflitto dall’idea di non essere abbastanza per qualcuno e di non sentirsi a casa in nessun luogo. Eppure, quando si ritrova al CB Bar Ranch, di proprietà della famiglia di Callan, per trascorrere sei mesi di libertà vigilata, dopo un iniziale momento di rifiuto, riesce a entrare subito in sintonia con Finn e a coglierne l’infelicità, così come riesce ad abbattere i muri innalzati da Callan. L’autrice ha riservato a questo personaggio un percorso importante in cui la disillusione iniziale cede il posto a una profonda generosità che lo porta a dimenticarsi della propria vendetta e a sentirsi sempre più legato a quel luogo e alle vicende di quei due uomini di cui si sta innamorando.
Finn, il bellissimo e giovane cowboy che lavora nel ranch fin da quando era un ragazzino, cattura immediatamente l’attenzione del lettore con la sua spontaneità e la sua giocosa sensualità. È un ragazzo che ha dovuto subire molti torti dalla vita e deve convivere con il suo amore apparentemente non corrisposto nei confronti di Callan, oltre che con il sentirsi discriminato per la sua omosessualità all’interno di una città che non accetta il fatto che lui non segua le regole prestabilite. Tutto ciò che desidera è un futuro sereno con un compagno vicino, ma teme che lasciare Callan significhi affrontare l’ignoto. È il personaggio più puro, quello che rimane coerente con se stesso fino alla fine e che riesce a prendere consapevolezza di ciò che desidera anche grazie a Rhys.
Callan, l’aitante e scontroso ranchero, ha sempre vissuto una bugia, ha costruito un muro intorno a sé che neppure Finn è riuscito a demolire fino in fondo. Ma l’attraente ex poliziotto con il suo fare provocante e seducente inizia a far incrinare le sue difese, a far uscire fuori ciò che ha sempre nascosto per paura che ciò gli avrebbe impedito di svolgere il suo lavoro.
L’autrice, con una narrazione dal ritmo serrato e capace di tenere desta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina, è riuscita a dosare bene tutti gli elementi, tra cui la tensione erotica tra i protagonisti, la loro passionalità, il reciproco sostegno e conforto. In particolare, ho amato molto il modo con cui sono stati invertiti i ruoli dei tre protagonisti man mano che la situazione si evolveva. Se la spinta iniziale arriva da Rhys, che con il suo modo di fare diretto e provocatorio porta un po’ di luce in quella cittadina così chiusa, sarà poi compito di Callan farsi forza e prendere in mano la situazione se non vorrà perdere i due uomini di cui è ormai innamorato.
“Finding Home” è, dunque, un emozionante inizio di una serie interessante che, attraverso le sue storie particolari e ricche di sentimenti, ci mostra l’evoluzione di una piccola cittadina verso un clima di maggiore accettazione.
VALUTAZIONE 4,5/5

lunedì 7 febbraio 2022

“Diplomazia” di Zahra Owens

TITOLO: Diplomazia (Titolo originale “Diplomacy”)
AUTORE: Zahra Owens
CASA EDITRICE: Dreamspinner Press
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Rossella Fortuna
Pubblicato alcuni anni fa, “Diplomazia” è un romanzo che ho scoperto solo recentemente e che mi ha subito incuriosito per la peculiare ambientazione all’interno del mondo diplomatico. Man mano che proseguivo con la lettura ho iniziato a provare sensazioni particolari che mi hanno fatto comprendere che questo libro sarebbe rimasto ben impresso nella mia mente.
Lucas Carlton e Jack Christensen sono due protagonisti speciali con cui sono riuscito subito a entrare in sintonia, dal momento che l’autrice è stata particolarmente abile nel farmi percepire tutte le loro emozioni e i loro timori. Sono due uomini in apparenza destinati a seguire lo stesso percorso, una carriera diplomatica di successo che impone di avere al proprio fianco la moglie giusta che sappia gestire ogni aspetto della vita pubblica di un bravo ambasciatore, anche se ciò significa nascondere la propria natura e seppellire ogni altro desiderio.
L’americano Jack, il più anziano dei due, già da molti anni frequenta questo mondo, avendo capito già dal liceo che avrebbe voluto diventare un diplomatico per seguire le orme del padre. Ha represso fin da subito la propria omosessualità e ha scelto di frequentare l’affascinante Maria, divenuta poi sua moglie. La sua carriera è proseguita molto velocemente e poco prima dei quarant’anni è riuscito a diventare ambasciatore USA presso il Belgio, uno dei più giovani nel suo campo. Jack sembra avere tutto, un lavoro che gli procura grandi soddisfazioni, un’ampia conoscenza delle lingue, una bella moglie. Eppure dopo quindici anni di matrimonio non può fare a meno di pensare che qualcosa manchi nella propria vita.
Il britannico Lucas è un ragazzo pieno di entusiasmo e vitalità, che ha iniziato da poco la carriera diplomatica presso l’Ambasciata inglese in Belgio, ma che sembra già destinato al successo. Al contrario di Jack, ha cercato di non reprimere la propria natura e ha frequentato altri uomini, ma quando si è reso conto che per dare un senso al proprio impegno lavorativo doveva avere necessariamente una fidanzata al proprio fianco, ha cominciato a frequentare una giovane americana, Lucy. Non è felice di nascondere i suoi desideri e di fingere con quella ragazza, ma l’ambiente conservatore da cui è circondato non sembra dargli altra possibilità.
Con una scrittura fluida, semplice ed efficace l’autrice descrive con grande partecipazione l’incontro tra Jack e Lucas a un ricevimento presso l’Ambasciata americana a Bruxelles e l’effetto che questo primo incontro ha sulle vite dei due uomini. A tal fine il romanzo viene suddiviso in tre parti, corrispondenti alle tre fasi di una trattativa diplomatica: apertura dei negoziati, fase di stallo, ripresa delle trattative.
Quando Jack e Lucas si incontrano e iniziano a conoscersi e a diventare amici, non possono nascondere l’attrazione che provano l’uno per l’altro, i desideri lungamente repressi, i sentimenti che quasi subito iniziano a farsi strada nei loro cuori. Avviano, dunque, quei negoziati personali che li portano a intrecciare una relazione che diventa molto più di un’ardente passione, perché quando sono insieme ritrovano una rassicurante dimensione fatta di intimità e affetto. Anche se ciò significa mentire alle proprie compagne, perché in realtà il vero tradimento è quello che sono stati costretti a compiere nei confronti della propria natura a causa dell’ambiente conservatore da cui sono oppressi.
È impossibile, dunque, non affezionarsi a Jack e Lucas. Ho fatto il tifo per loro mentre cercavano, pur nascondendosi, di coltivare un rapporto che diventava sempre più profondo, anche nelle situazioni più critiche, mentre tentavano di trovare un equilibrio tra il desiderio di stare insieme e la paura di perdere ciò per cui si erano sempre sacrificati. Ho apprezzato il modo con cui l’autrice ha descritto i loro approcci erotici fatti soprattutto di scoperta e liberazione e ho sofferto quando il destino è intervenuto separandoli per poi farli ritrovare nel momento in cui le circostanze erano divenute più favorevoli.
La seconda parte rappresenta il modo con cui l’autrice ha voluto ricompensare i sacrifici e le sofferenze di questi due uomini mostrandoci il modo con cui hanno dovuto riconsiderare e rivoluzionare le loro vite per scrollarsi definitivamente di dosso il peso della finzione. Nel rappresentare il percorso congiunto di Jack e Lucas, che si ritrovano come se non fossero davvero trascorsi più di due anni dalla loro separazione, a dimostrazione dell’autenticità dei loro sentimenti, l’autrice sembra volere chiudere il cerchio su molte questioni rimaste aperte nella prima parte, dimostrandoci che alcune cose erano molto diverse da ciò che sembravano. Molto ben delineati anche i personaggi secondari che hanno un grande impatto sulle vicissitudini dei protagonisti.
“Diplomazia” è, quindi, un romanzo sorprendente e denso di emozioni, che ci narra di un sentimento che sembra resistere al trascorrere del tempo e alle difficoltà, una storia ricca di riferimenti alla situazione politica dei primi anni del duemila – ovvero il periodo in cui il romanzo è presumibilmente ambientato – e in alcuni casi anche profetica.
VALUTAZIONE 4,5/5

lunedì 24 gennaio 2022

“Non tentarmi” di Ella Frank

TITOLO: Non tentarmi (Titolo originale “Try”)
SERIE: Temptation #1
AUTORE: Ella Frank
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
GENERE: Contemporaneo
TRADUTTORE: Gianna Menarini
“Non tentarmi” è il primo volume della serie “Temptation”, interamente dedicata alla storia d’amore tra Tate Morrison e Logan Mitchell. Un avvio decisamente scoppiettante per una coppia che ha fatto scintille fin dal primo incontro.
Questo primo libro mi ha fatto innamorare della scrittura di Ella Frank, fluida, precisa, intensa sia nelle parti erotiche che in quelle più introspettive, con dialoghi brillanti e intriganti. L’autrice è riuscita a caratterizzare alla perfezione i due protagonisti senza risparmiarsi nel descrivere la loro passione totalizzante.
Logan Mitchell è un talentuoso avvocato dotato di uno spiccato sex appeal che gli consente di collezionare numerose conquiste sia femminili che maschili. Ama il sesso ed è orgoglioso della propria bisessualità, convinto che non ci sia alcun motivo per trattenersi di fronte a qualcuno che attira la sua attenzione. Fugge dalle relazioni preferendo solo rapporti occasionali, ma quando entra nel suo bar preferito e incrocia lo sguardo del nuovo barista Tate, inizia a provare un’attrazione talmente forte che lo spinge a pensare che forse qualcosa dentro di sé sta cambiando.
Tate Morrison è un giovane molto attraente, che svolge con soddisfazione il suo lavoro di barista. Uscito da un disastroso matrimonio, durato tre anni e nel quale si è sentito intrappolato fin da subito, non prova alcun desiderio di intraprendere una nuova relazione. Proveniente da una famiglia conservatrice, Tate è sempre stato convinto della propria eterosessualità, ma rimane turbato nel momento in cui l’attraente avvocato inizia a flirtare con lui. Stranamente non prova disagio o disgusto, ma una sensazione di confusione, come se Logan stesse in qualche modo minando il suo equilibrio interiore. Fino a quando non comprende che sta provando una vera e propria attrazione nei confronti di un uomo, un’attrazione che mina ogni sua certezza.
Ho amato molto il modo con cui la Frank ha descritto l’evoluzione del rapporto tra Tate e Logan, a partire dal loro conflitto iniziale, legato all’insistenza di Logan, che farebbe qualunque cosa per sedurre il bel barista, e alle resistenze di Tate che continua a mentire a se stesso e a negare quello che prova per l’affascinante avvocato, convinto che ciò comporterebbe troppi stravolgimenti nella sua vita ordinaria e precisa. Almeno finché un bacio appassionato e una telefonata un po’ particolare nel cuore della notte spingono Tate a lasciarsi andare e a provare.
“Provare” è la parola che Logan ama di più e sicuramente “provare” è ciò che i due uomini iniziano a fare nei loro incontri. Una lenta, ma inesorabile presa di coscienza da parte di Tate di desideri che finora aveva sempre ignorato, forse per inconsapevolezza o forse a causa della chiusura mentale della sua famiglia conservatrice. E anche Logan è spinto a provare qualcosa di nuovo, un legame esclusivo con qualcuno cui tiene davvero e con cui inizia a confidare i motivi che lo hanno sempre spinto a non legarsi mai a nessuno, limitandosi a catture le sue prede per poi fuggire via.
“Non tentarmi” è, dunque, è un libro a cui sono molto legato, che parla soprattutto di scoperta e accettazione di sé, ed è un vero peccato che le traduzioni dei volumi successivi siano state interrotte.

VALUTAZIONE 4,5/5