TITOLO: Tight end (Titolo originale “Tight end”)
SERIE: Autoconclusivo
AUTORE: Devon McCormack
CASA EDITRICE: Self-Publishing (Quixote Translations)
GENERE: Sport Romance
TRADUTTORE: Emma Donati
“Tight end” è un romanzo autoconclusivo di Devon McCormack, che ho avuto modo di apprezzare particolarmente, soprattutto dopo una rilettura. L’autore, ancora una volta, è riuscito a sorprendermi positivamente, con una trama in apparenza scontata – la viziata star del football che si innamora dello scontroso uomo costretto a fargli da guardia del corpo – che si rivela molto più complessa e ricca di dettagli con lo scorrere delle pagine.
Con una scrittura semplice e diretta e uno stile accattivante e brillante, Devon ci presenta due protagonisti controversi e con una forte personalità. Da una parte, vi è Tad Roarke, un famoso giocatore di football, dichiaratamente gay, che ama mostrarsi come un bastardo irriverente ed egoista, sempre a caccia di uomini. Tuttavia, la sua manifesta arroganza sembra incrinarsi quando inizia a percepire il reale pericolo derivante dalla minaccia di un fanatico omofobo, che ha dichiarato di volerlo uccidere per la sua omosessualità. Dall’altra parte, vi è Bryce Finnegan, agente dell’FBI, da poco uscito da un’operazione sotto copertura, che si è conclusa con la morte del suo partner. Insofferente nei confronti delle persone ricche e viziate, Bryce inizialmente prova antipatia nei confronti di Tad, ma è disposto a tutto pur di compiere fino in fondo il suo lavoro e proteggere il ragazzo da quelle folli minacce. Entrambi nascondono molto della loro vera essenza e del loro passato, ma quando la passione tra i due prende il sopravvento e si traduce prima in incontri bollenti e poi in un legame sempre più speciale, risulta difficile mantenere i segreti.
Come accennavo sopra, Devon ha dato vita a un romanzo dalla struttura decisamente complessa, con un’ottima componente introspettiva e una narrazione che procede a ritmo serrato, fra colpi di scena e rivelazioni importanti, che si alternano a momenti di passione e scontri accesi.
Tad e Bryce sono due uomini decisamente testardi e determinati. Inizialmente condizionati dai rispettivi pregiudizi, si sentono subito attratti l’uno dall’altro, ma, mentre il giocatore vorrebbe sedurre l’agente per ripicca, oltre che per reale desiderio, per spingerlo a smettere di giudicarlo, Bryce non vorrebbe cedere, consapevole che questo sarebbe poco professionale da parte sua. Il loro rapporto è un’altalena di sentimenti contrastanti, sospesi tra il desiderio bruciante e la paura di lasciarsi andare, che spinge a innalzare barriere per timore delle conseguenze.
Con grande naturalezza, l’autore ci descrive questa vicinanza forzata, che rappresenta un modo per conoscersi meglio e andare oltre le apparenze. Tad ci fa comprendere come molti suoi atteggiamenti siano una recita dettata dalla paura che le persone si avvicinino troppo, per poi abbandonarlo, ma la verità è che vorrebbe qualcuno nella sua vita. Man mano che il rapporto con Bryce si intensifica, cerca di immaginare come sarebbe la sua vita insieme all’agente, se la loro diventasse una vera relazione, ma nello stesso tempo non vuole farsi troppe illusioni. Bryce prova un forte senso di colpa per la morte del suo partner e per non essere riuscito a difenderlo. Il suo timore più grande è che possa accadere lo stesso con Tad, a cui si sta affezionando sempre di più. Nello stesso tempo, questo legame gli crea molti dubbi, considerato quanto si sentirebbe fuori posto accanto a un giocatore dalla vita frenetica e costantemente sotto i riflettori.
Arricchito dalla presenza di importanti personaggi secondari, “Tight end” è un bellissimo e intenso romanzo, che propone importanti riflessioni sui legami familiari, su come lottare contro l’omofobia, su cosa significhi realmente sopportare il peso della fama.
VALUTAZIONE 4,5/5

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